Un uomo schivo ma dotato di un magnetismo fuori dal comune. A L’Aquila arrivava per un convengo o un sopralluogo o per una visita istituzionale. Elargiva le sue parole misurate, chiare e dense di significato, e poi scappava dove la scienza lo chiamava. Moltissimi i suoi impegni quotidiani che non gli permettevano di sostare a lungo nello stesso luogo. Ai giovani, però, non rinunciava mai. Era una sorta di star, per loro; sempre, dopo gli incontri, i ragazzi si fermavano a chiedergli un autografo, e lui, sorridente, si prestava al loro entusiasmo.
Il legame con i giovani trovò una forma concreta nel progetto EEE – Extreme Energy Events, l’iniziativa di ricerca pensata da Zichichi per portare la fisica delle alte energie dentro le scuole. Non una divulgazione semplificata, ma un coinvolgimento diretto degli studenti in un vero lavoro scientifico: costruire strumenti, raccogliere dati, confrontarsi con metodi e linguaggi della ricerca internazionale. Obiettivo del progetto, rivolto alle scuole italiane, quello di studiare l’origine dei raggi cosmici di altissima energia, attraverso una rete nazionale di telescopi per la rivelazione dei muoni installati negli istituti scolastici, avvalendosi di rivelatori realizzati con tecnologia MRPC, ovvero gli stessi utilizzati nei grandi esperimenti di fisica delle particelle. iovani.
Forse è per questo che, a una manciata di ore dalla sua scomparsa, il ricordo non si lega solo ai grandi numeri o ai risultati scientifici, ma a quegli incontri nelle scuole. Alle domande dirette, alla curiosità degli studenti, al tempo che trovava per fermarsi ad ascoltarli nonostante la sua vita frenetica. Il progetto EEE rimane come testimonianza attiva di quel modo di intendere la scienza: non distante, non per alcuni eletti, ma condivisa e comprensibile. È in quella curiosità tipica dei giovani che, ci piace pensare, il suo lavoro continuerà anche in sua assenza.
Il Capoluogo










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