Aveva incontrato per la prima volta il 13enne nel 2020, in piena pandemia. Lo aveva avvicinato ed era riuscito in breve a ottenere alcuni dati sensibili dell’adolescente. Di lì a breve sono arrivati i messaggi su Instagram prima, su Whatsapp poi, all’indirizzo del 13enne, accompagnati anche dalla richiesta di foto osé. Il comportamento ambiguo del ragazzino ha insospettito la madre, che controllando il suo telefono ha scoperto i fatti. Immediata la denuncia presentata alla Squadra mobile di Pescara.
Dal telefono del 29enne sono venute fuori non solo foto osé inviate al 13enne, ma avances a sfondo sessuale messe in atto anche nei confronti di altri minori. Successivi controlli, infatti, hanno permesso di accertare che il 29enne risultava già indagato per violenza sessuale aggravata e adescamento dalla Procura di Andria.











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