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Come documentato da Il Capoluogo, il bambino è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale San Pio di Vasto poco prima delle 19 del 10 agosto in condizioni gravissime. I sanitari hanno avviato le manovre di rianimazione, ma il cuore del piccolo ha cessato di battere poco dopo l’ingresso in reparto. Sul corpo non sono stati riscontrati segni evidenti di traumi o lesioni.

Alla 30enne viene inoltre contestato di aver fornito false informazioni agli inquirenti, visto che, secondo quanto riferito dalla Procura, avrebbe omesso di indicare la presenza della sostanza stupefacente in casa e la possibilità che il bambino l’avesse assunta. L’appartamento è stato posto sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti. I carabinieri hanno effettuato sopralluoghi e raccolto testimonianze per ricostruire la dinamica dei fatti.

admin

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